lunedì 9 febbraio 2009

Memorie di una commessa

Quando chiedi a un commesso di una boutique che lavoro fa, nove volte su dieci ti risponderà: “LAVORO NELLA MODA”.
Il guaio è che ci crede! Modaioli volenterosi, travet del gusto imposto, i Caronte degli stracci, i coatti dei maglioni serigrafati, i mascalzoni ripuliti, i ragazzi di borgata, gli ex marchettari, e qualche (rarissimo) bravo stilista, tutti, senza esclusione di colpi, raccolti in questo libretto.
Che testimonia i dialoghi irriverenti, esilaranti, sgrammaticati pronunciati in un’elegante boutique.
Dove ciascuno si trasforma nel più volgare e chiassoso dei clienti.
“Sono depressa. Mi faccia vedereun po’ di seta così mi sento subito meglio.”
“Posso pagare parte con carta, partecon assegno e il resto a rate?”
“Compro da Zara solo per sopravvivenza.”
"Ieri ho mangiato solo un’insalataa pranzo e un po’ di bresaola a cena. Mi sentivo una modella!”

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